AL VIA IL 6 SETTEMBRE LA DODICESIMA STAGIONE DEL BLUE NOTE MILANO

A SETTEMBRE, TRA GLI ALTRI
The Original Blues Brothers Band, The Bad Plus, Dirotta Su Cuba, Eugenio Finardi, James Taylor Quartet, Matt Bianco…

NEI PROSSIMI MESI
Sarah Jane Morris, Michel Camilo, Patty Pravo, John Scofield, Tiromancino, Stanley Clarke, Dianne Reeves, Jack DeJohnette Trio, John McLaughlin, Level42 E MOLTI ALTRI

Riaprirà il 6 settembre il BLUE NOTE di Milano (Via Borsieri, 37), l’unica sede europea dello storico jazz club di New York, giunto quest’anno alla dodicesima stagione. Per undici anni il Blue Note ha ospitato sul suo storico palco grandi nomi e giovani promesse della scena italiana ed internazionale, confermandosi così come uno dei migliori club d’Europa.

I primi concerti in programma per la nuova stagione confermano il Blue Note come locale aperto a diverse contaminazioni di genere, dal contemporary jazz al blues, dal rhythm ‘n’ blues al pop. La nuova stagione si apre il 6 con The Original Blues Brothers Band, formazione originariamente nata da un’idea di John Belushi e Dan Aykroyd (in scena anche il 7 settembre), per proseguire con, tra gli altri, The Bad Plus (11 settembre), inconsueta formazione di piano trio, la chiusura del tour di Eugenio Finardi (16 e 17 settembre) e la giovane Tierney Sutton (24 settembre), che presenterà il suo progetto dedicato a Joni Mitchell. In questo primo mese, inoltre, il palco del jazz club milanese ospiterà dei graditi ritorni, come quelli del batterista Giovanni Giorgi (9 settembre), i Big One (10 settembre), une delle cover band dei Pink Floyd numero uno al mondo, i Dirotta su Cuba (12 settembre), Loretta Grace (13 settembre), in un viaggio musicale attraverso i successi della Motown, lo spettacolare James Taylor Quartet (18, 19 e 20 settembre) ed i pionieri dell’acid jazz, i Matt Bianco (25, 26 e 27 settembre).

Questi tutti i concerti in programma per il mese di settembre:

6 settembre THE ORIGINAL BLUES BROTHERS BAND 7 settembre THE ORIGINAL BLUES BROTHERS BAND 9 settembre GIOVANNI GIORGI
10 settembre BIG ONE
11 settembre THE BAD PLUS
12 settembre DIROTTA SU CUBA
13 settembre LORETTA GRACE in “Motown Generations” 14 settembre Chiuso
15 settembre JASON MARSALIS VIBES QUARTET per MITO Settembre Musica
16 settembre EUGENIO FINARDI
17 settembre EUGENIO FINARDI
18 settembre JAMES TAYLOR QUARTET
19 settembre JAMES TAYLOR QUARTET
20 settembre JAMES TAYLOR QUARTET
21 settembre DAJANA
23 settembre MIRÒ – Blaser, Tommaso, Donatiello, Tononi 24 settembre TIERNEY SUTTON in “After Blue” – The Joni Mitchell Project
25 settembre MATT BIANCO
26 settembre MATT BIANCO
27 settembre MATT BIANCO
28 settembre BOCCONI JAZZ BUSINESS UNIT
30 settembre Evento privato

Nei mesi successivi la programmazione del Blue Note proseguirà poi dando spazio a diversi nomi storici della scena musicale, come, tra gli altri, Sarah Jane Morris (2, 3 e 4 ottobre), Michel Camilo (10 e 11 ottobre), Patty Pravo (17 e 18 ottobre), Terence Blanchard (23 ottobre), Tiromancino (24 e 25 ottobre) e Dianne Reeves (1 novembre), a talenti emergenti, come Anat Cohen (26 ottobre) e Chihiro Yamanaka (16 novembre), e a grandi stelle come Jack DeJohnette (11 e 12 novembre) , John McLaughlin (13 novembre) e Level 42 (14 e 15 novembre).

Il BLUE NOTE MILANO, che ha aperto i battenti nel 2003, si estende su una superficie di 1000 metri quadrati con 300 posti a sedere su 3 diversi livelli. L’atmosfera è quella di un elegante jazz club, e da ogni posizione della platea e della balconata lo spettatore può ascoltare le esibizioni di artisti di fama internazionale con il massimo della qualità acustica. La struttura e le dimensioni del locale permettono a tutti di essere ad un passo dai musicisti e godersi appieno il concerto.

Come vuole la tradizione ereditata dal leggendario club del Greenwich Village, una serata al Blue Note è anche l’occasione per poter vivere al meglio il binomio musica e cibo. Il servizio si effettua nella stessa sala dei concerti ed offre una cucina semplice ma raffinata, con specialità italiane ed internazionali, un’ampia selezione di vini italiani e francesi, più di 200 cocktail e liquori dal bar e quell’atmosfera speciale che solo il contatto ravvicinato con i grandi artisti, tipico del jazz club, può creare.

Ogni sera, salvo lo spettacolo unico della domenica ed eventuali variazioni di calendario tempestivamente segnalate sul sito internet (www.bluenotemilano.com), al Blue Note Milano si tengono due spettacoli (dal martedì al giovedì con inizio alle ore 21.00 e alle ore 23.00 mentre il venerdì e il sabato alle ore 21.00 e alle ore 23.30).

I biglietti per i concerti al Blue Note si possono acquistare collegandosi al sito internet http://www.bluenotemilano.com, o al sito http://www.vivaticket.it; chiamando l’infoline del Blue Note 02 69016888, oppure direttamente presso il box office del locale. L’orario dell’infoline e del Box Office (aperti dal 4 settembre in via Borsieri, 37) è il seguente: Martedì-Sabato dalle 14.00 alle 22.00.

Radio Monte Carlo è la radio ufficiale di Blue Note Milano. Una volta a settimana Nick the Nightfly, storico dj e conduttore di Monte Carlo Nights, nonché direttore artistico del Blue Note, conduce a partire dalle ore 22.00 la sua trasmissione Monte Carlo Nights da un’apposita postazione all’interno del jazz club milanese.

Dal Luglio 2014 Blue Note S.p.A., la società titolare di Blue Note Milano, è quotata sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana. Per maggiori informazioni:
http://www.bluenotemilano.com/investor-relations/

CULATELLO E JAZZ IL 14 settembre

Pubblicato: 30 luglio 2014 in Mondo Jazz

Culatello & Jazz
Roccabianca (Parma), Venerdì 12 settembre 2014, ore 20.00

Roccabianca (PR), 23 luglio 2014. Un castello quattrocentesco, una cena gourmet con ospite d’onore il culatello di Parma e il grande jazz a unire il tutto. Ecco Culatello & Jazz, la manifestazione all’insegna della musica e del gusto che torna a Roccabianca (Parma) per il sesto anno consecutivo. Un appuntamento di successo crescente realizzato grazie a Spirito Verdiano e all’Associazione Culturale Rest-Art.

La sesta edizione dell’appuntamento dedicato al jazz e alla scoperta dei sapori della bassa parmense – attraverso l’alta cucina e la grande tradizione musicale – si svolgerà venerdì 14 settembre 2014 nella straordinaria e romantica cornice notturna del Castello di
Roccabianca.

La cena sarà curata dallo chef Massimo Spigaroli, che nel 2010 ha conquistato al sua prima stella Michelin con il ristorante “Antica Corte Pallavicina” di Polesine Parmense, e da grande interprete della tradizione parmigiana, proporrà un menù appositamente pensato attorno all’eccellenza del culatello.

Dopo il successo degli scorsi anni, il Castello di Roccabianca torna ad essere la straordinaria cornice notturna per questa serata che unisce tutti i sensi dall’udito al gusto.

E mentre la cena volge al termine, inizia la musica dal vivo. Il concerto che accompagnerà la serata è GENERATIONS feat. FRED WESLEY & FLAVIO BOLTRO e vede protagonisti FRED WESLEY – trombone e voce, FLAVIO BOLTRO – tromba, LEONARDO CORRADI – hammond, keyboards, TONY MATCH – batteria

Gli ingredienti ci sono tutti per confermare l’altissimo livello degli artisti e delle proposte gastronomiche. Una qualità che nasce dalla vivace e proficua collaborazione tra Spirito Verdiano ed Associazione Culturale Rest-Art, già organizzatrice di vari eventi tra i quali il prestigioso festival internazionale NovaraJazz.

I biglietti sono in vendita presso il sito http://www.vivaticket.it e presso le rivendite autorizzate della provincia di Parma.
Per tutte le informazioni http://www.culatelloejazz.it/pag/eventi.html

Fred Wesley
Trombonista, compositore, arrangiatore e band leader, è universalmente riconosciuto come uno degli “architetti” della musica funk mondiale. E’ anche noto per la collaborazione con il Padrino del Soul, James Brown, con cui suonò dal 1968 al 1975 dopo avere iniziato la propria carriera professionale con Ike e Tina Turner. Il suo stile molto ritmico e preciso ha fatto di lui uno dei trombonisti funk di riferimento. Insieme a Maceo Parker e Pee Wee Ellis formava una sezione fiati di incredibile potenza – messa al servizio di James Brown – suonando in numerosi brani di successo come “Say it Loud – I’m Black and I’m Proud” e “Mother Popcorn”. Nel 1975 lasciò i “J.B.’s” per collaborare con George Clinton ed i suoi vari progetti (Parliament e Funkadelic) poi si unì all’orchestra di Count Basie, ampliando il suo orizzonte artistico al jazz. Negli anni ’90 Wesley fondò la sua band , “The Fred Wesley Group”.

Flavio Boltro
Il padre è musicista, trombettista e grande appassionato di jazz, mentre la madre è un’insegnante elementare. A nove anni e mezzo inizia a suonare la tromba. A 13 anni, si iscrive al Conservatorio e prende lezioni da Carlo Arfinengo (1a tromba dell’Orchestra Sinfonica di Torino). Una volta diplomato, la sua vita sarà segnata da due momenti determinanti, che coincidono con l’incontro di due formazioni che saranno per lui l’occasione di farsi conoscere e apprezzare. La prima è LINGOMANIA, guidata da Maurizio Giammarco. Il musicista possiede già un quartetto, ma aspira a trasformarlo in un quintetto. Una sera, al Capolinea, il celebre club milanese, Giammarco vede Flavio esibirsi con il trio del pianista Mario Rusca e lo chiama la settimana seguente per fissare un incontro. Nasce così il famoso quintetto, formato da Roberto Gatto alla batteria, Furio Di Castri al contrabbasso, Maurizio Giammarco al sax, Umberto Fiorentino alla chitarra e Flavio Boltro alla tromba. Questo gruppo acustico dalla matrice e dalle sonorità elettriche rappresenta una novità per quegli anni e riscuote grande successo in Italia, aggiudicandosi, per due volte consecutive, il premio per il Miglior Disco e il titolo di Miglior Gruppo dell’Anno. Parallelamente, Boltro incomincia a ricevere diverse richieste di collaborazione, in particolare da Steve Grossman, con il quale si esibisce regolarmente, ma anche con Cedar Walton, Billy Higgins e David Williams, Clifford Jordan e Jimmy Cobb, Freddie Hubbard. La seconda formazione decisiva è il trio costituito insieme a Manu Roche alla batteria e a Furio Di Castri al contrabbasso. Negli anni Novanta ha l’opportunità di esibirsi in quartetto accanto ad Antonio Farao, Manu Roche e Paolo Dallaporta su richiesta di Lionel Benhamou e di fare importanti incontri che segnano l’inizio della sua avventura francese. Nel 1994, Laurent Cugny, che ha appena preso le redini dell’ONJ, è alla ricerca di un trombettista e di un sassofonista: la sua scelta ricade proprio su Flavio Boltro e sul suo compagno di gioventù Stefano Di Battista. E un anno prima della conclusione della sua esperienza con l’ONJ, Flavio entrerà a fare parte del sestetto di Michel Petrucciani. Da tempo Flavio Boltro, Stefano Di Battista ed Eric Legnini, amici di lunga data, cercano due musicisti per costituire un quintetto. Il loro progetto si concretizzerà nel 1997 con l’arrivo di Benjamin Henocq alla batteria e di Rosario Bonaccorso al basso. Il nuovo gruppo, lo Stefano Di Battista/Flavio Boltro Quintet, riscuoterà grande successo fin dal 1998. Oggi il quintetto esiste ancora, nonostante Stefano e Flavio abbiano imboccato anche altre strade. Continuano infatti a tenere concerti in double bill (doppio spettacolo) con un repertorio adatto a ogni circostanza.

Leonardo Corradi
Un talento innato, l’appartenenza alla musica sin dalla primissima infanzia e un notevole bagaglio di conoscenze musicali. Queste sono le principali doti di Leonardo Corradi, uno degli hammondisti più interessanti della scena musicale. Nato in Liguria nel 1992, a poco più di vent’anni, rappresenta una delle più significative novità del jazz italiano. Batterista a soli due anni, passa subito dopo al piano vincendo a otto un concorso per giovani musicisti. La svolta decisiva avviene a 12 anni, quando suo padre lo accompagna a sentire un concerto di Jimmy Smith. In quel momento, colto da una forte ispirazione, decide di passare all’hammond. Leonardo ha vinto una serie di premi, tra i quali primo posto al Jimmy Woode Award e premio per il miglior talento a Tuscia in Jazz Festival, dove viene giudicato da una commissione composta da grandissimi signori del jazz quali Tony Monaco, Dado Moroni, Bobby Watson, Ray Mantilla, Flavio Boltro, Shawnn Monteiro, Karl Potter, Giorgio Rosciglione, ed Italo Leali, solo per citarne alcuni.
Anche grazie agli organizzatori di Tuscia in Jazz e alla omonima etichetta, ha pubblicato il suo primo disco. Mauro Dolci, che ne cura la direzione, insieme a Italo Leali gli hanno affiancato per questa produzione artisti come Abraham Burton, Tony Monaco, Eddy Palermo, Gege Munari, Massimo Davola e Fabio Rotondo dando vita a un disco strabiliante, pieno di forza e suonato con la determinazione che distingue un grande musicista.

Tony Match
Il percussionista e batterista francese Tony Match è stata influenzato dai più famosi jazzisti e dalle più famose etichette di jazz. Ha creato un suo stile di Jazz, Soul, Hip Hop e Jazzbreakbeats. Ha iniziato a studiare musica a 7 anni e all’età di 18 ha conseguito il Diploma Universitario di musica. Vicino all’Hip Hop, Jazz alla cultura elettronica, questo artista multi talentuoso ha deciso di dedicare le sue competenze alla produzione musicale. Dal 1998 collabora con il dj e produttore Soul G, noto per la sua collaborazione con una delle migliori band francesi Hip-Hop La Rumeur. Con lui ha inciso l’LP “Pineapple Corner”, con cui ha venduto oltre 10.000 copie, e “Round Trip 2 Tokyo”. Inoltre, ha collaborato con artisti come Dynamax (USA), db Clifford (Canada), Beth Hirsch (USA), Mozez from Zero7 (UK), Sol (Spagna / Argentina), Kaori Kaneko (Giappone), Neelam (India) e molti altri. Tony Match ha prodotto e mixato più di 100 brani per le principali etichette indipendenti. Insieme a Soul G ha fatto realizzato il nuovo sounddesign per il sito web di Air France e ha lavorato per la Pepsi e Peugeot, solo per citarne alcuni. Dal 2008 sta lavorando anche sulla sua carriera da solista. Nel 2008 ha pubblicato la compilation “Tony Match’s Lounge Sessions Vol 1″ con etichetta kju. Un anno dopo, nell’autunno del 2009, è stato registrato il suo primo album”A Better Place”. In questo album si dimostra impressionante l’intera gamma della sua opera, in cui miscela Lounge e elementi di Jazz, Hip-Hop e Disco, sempre accompagnati da un tocco di urban sound. Le tracce dell’album sono così poliedriche che si possono ballare o semplicemente ascoltare durante una bella cena. Si tratta di un ultimo “viaggio sonoro” in tutto il mondo e attraverso il tempo.

Cantina Tor de’ FalchiIl : 3 agosto

Roberto Cherillo
Manchild

https://www.youtube.com/watch?v=afDampHsxO0

Domenica 3 agosto, alle ore 18, la Cantina Tor De’ Falchi di Minervino Murge (ingresso 10 euro – servizio navetta a/r dalle principali città della Puglia Imperiale – Info prenotazioni e prevendite: 3492921277 – mari.dimodugno@gmail.com) aprirà per la prima volta le porte al pubblico che potrà visitarla tra degustazioni e musica. Roberto Cherillo, alle ore 19, presenterà dal vivo il suo spettacolo in solo “Manchild” e, dalle ore 20.15, sarà possibile degustare i vini della cantina insieme a prodotti tipici della zona con un suggestivo aperitivo al tramonto.

“Manchild” è uno spettacolo solo, piano e voce che sa disegnare mondi infinitamente estesi grazie alla sua purezza e semplicità,
accarezzando le note eseguite con maestria e vigore. La scaletta unisce i brani di “Soffice”, l’album del 2011 che Cherillo ha inciso insieme a Luca Aquino, a quelli che andranno a costituire il disco cui Cherillo è attualmente al lavoro. E ancora, delle composizioni per così dire “classiche”: dallo standard jazz Nature Boy fino alla lirica barocca dell’800, con una formidabile interpretazione del Lamento di Didone di Purcell.

Cantina ipogea progettata su ispirazione alla poetica del pittore russo Kasimir Malevich, Tor de’ Falchi sorge a pochi chilometri da Minervino Murge, in contrada Montelarosa/Lettieri, a un minuto dall’imbocco dell’autostrada. Tor de falchi sorge su una collina nell’area vini DOC Castel del Monte, patrimonio culturale del vino della Puglia e dell’Italia. Immersa nel territorio della Puglia Imperiale, in pochi anni l’azienda ha già conquistato le vette del mercato internazionale con i suoi vini di eccellenza: con il suo Bombino Nero è stato prodotto il nuovo “Suprematism” Rosé Docg 2012 premiato con doppia medaglia d’oro al “Sakura Wine Award” in Giappone e vincitore della medaglia d’argento per l’etichetta “Suprematism” all’ “International Packaging Competition” organizzata da Vinitaly nel marzo del 2014. Nel 2013 Tor de’ falchi è stata nominata dal Ministero delle Politiche Agricole “Progetto di eccellenza rurale in Italia”. Tutela, preservazione e valorizzazione dei vitigni autoctoni sono gli obbiettivi primari di Tor de falchi: il Nero di Troia, l’Aglianico, il Montepulciano, il Fiano, il Moscato Reale di Canelli ed il Bombino Nero.

Una delle voci maschili più importanti e apprezzate in Italia, Roberto Cherillo è un talento fuori dall’ordinario. Pianista, compositore e cantautore, la sua ricerca musicale è una costante sperimentazione, che nel corso del tempo ha identificato il canto quale passione principale. Di qui gli studi d’avanguardia sui timbri e sulla voce, passando dal cantautorato anglosassone alle influenze orientali per il canto armonico e non solo. Il Jazzit Awards 2011 lo posiziona fra i dieci migliori lavori dell’anno, e Roberto Cherillo si classifica al terzo posto, dopo Gegè Telesforo e Mario Biondi, fra le migliori voci maschili, sia nel 2011 che nel 2012.

DALL’11 AL 23 AGOSTO 37 CONCERTI
a Roccella Jonica (RC) e in altri comuni del territorio

GRANDE JAZZ ITALIANO E INTERNAZIONALE, GIOVANI ARTISTI,
PRODUZIONI ORIGINALI, ANTEPRIME NAZIONALI,
LOCATION SUGGESTIVE E INCANTEVOLI

IL TEMA DI QUEST’ANNO: “EL YAZ Y PACO”
LA SCENA JAZZISTICA SPAGNOLA ODIERNA

Si terrà dall’11 al 23 agosto, in location tra le più suggestive e incantevoli della provincia di Reggio Calabria, la 34esima edizione del ROCCELLA JAZZ INTERNATIONAL FESTIVAL – RUMORI MEDITERRANEI 2014, la seconda più vecchia manifestazione in Italia dedicata al Jazz, da sempre luogo di creatività e sperimentazione, fortemente innovativa.

Quest’anno sono 37 i concerti che si terranno nell’arco dei 13 giorni del Festival a Roccella Jonica e in altri comuni della Provincia di Reggio Calabria (Reggio Calabria, Marina di Gioiosa Jonica, Roccella Jonica, Casignana, Locri, Martone, Bivongi e Monasterace): un cartellone ricco di novità musicali, progetti originali e stelle di prima grandezza del firmamento jazzistico internazionale, ma con spazio ai giovani musicisti, a conferma della vocazione
avanguardistica che il “Roccella Jazz” ha sin dalla prima edizione.

Tra i grandi del Jazz che passeranno dal Festival ci saranno Hamid Drake (11 agosto), Enrico Rava New 4et (11 agosto), Simone Graziano feat. David Benney (13 agosto), David Murray Infinity Quartet (20 agosto), Dave Holland Trio (20 agosto), Gianluigi Trovesi Quartet (21 agosto), il duo Miroslav Vitous e John Abercrombie (21 agosto), Chico Freeman (22 agosto), l’unica data in Italia della Sun Ra Arkestra (23 agosto), e molti altri nomi degni di nota.

Il Festival ospita da tre anni le culture musicali di un paese del Mediterraneo: dopo Turchia e Israele, quest’anno è il turno della Spagna, diventata una delle realtà più vivaci della scena jazzistica europea.
“EL YAZ Y PACO”: è questo il titolo del tema di quest’edizione del “Roccella Jazz”, che sarà a tutti gli effetti la più grande vetrina mai organizzata in Italia del Jazz spagnolo, un genere caratterizzato da un legame molto originale tra la musica improvvisata e il flamenco. A ognuno dei gruppi iberici partecipanti è stata commissionata una composizione in memoria del grande Paco De Lucia e si tratta, nella quasi totalità dei casi, di anteprime nazionali.

Baldo Martinez (12 agosto), Perico Sambeat (14 agosto), Agustí Fernández (19 agosto), José Luis Gutiérrez (23 agosto), sono solo alcuni dei grandi nomi del Jazz ispanico che saliranno sui palchi del “Roccella Jazz”.

Il Festival ospiterà poi come sempre anche giovani promesse del Jazz italiano e internazionale, già note e apprezzate da critica e pubblico. Solo per citarne alcuni: Giovanni Guidi e Gianluca Petrella (12 agosto), Luca Aquino (14 agosto), Ciccio Merolla (16 agosto), Gerry Lopez (17 agosto), Sofia Rei (22 agosto).

Non mancheranno le dediche a grandi musicisti e compositori del passato. Una sarà “La Follia secondo Trovesi”: una commissione e produzione originale di Roccella Jazz per celebrare i 25 anni della composizione “La Folìa – The Roccella Variations” di George Russell, da molti critici definita uno dei capolavori della storia del jazz, composta da George Russell nel 1989 ed eseguita lo stesso anno a Roccella Jonica. La direzione artistica del Festival ha deciso di affidarne la celebrazione a Gianluigi Trovesi.
L’altra dedica riguarderà il mitico Sun Ra, in occasione del centesimo anniversario della sua nascita, con un concerto della sua “Sun Ra Arkestra”, diretta da Marshall Allen, che chiuderà il Festival.

Tra i tanti aspetti tematici toccati quest’anno ci sarà quello dell’immigrazione (il Porto delle Grazie di Roccella Jonica è il terzo in Italia per accoglienza di profughi provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa) che, oltre che con alcuni concerti, verrà trattato con mostre fotografiche, video proiezioni e la nascita di un’orchestra formata da immigrati, la “Provisional Emigrè Orchestra”, che suonerà con Raul Colosimo il 19 agosto.

Il programma sarà corredato da un ciclo di seminari e masterclass tenuti da prestigiosi musicisti/docenti presenti al Festival, corsi di fotografia, mostre fotografiche, happening musicali di vario tipo e altri eventi di rilievo.

La direzione artistica del ROCCELLA JAZZ INTERNATIONAL FESTIVAL – RUMORI MEDITERRANEI 2014 (il cui programma quest’anno è stato inserito nella guida mondiale dei Festival di “Down Beat”, la più antica e prestigiosa rivista di jazz del mondo: ennesimo riconoscimento a livello globale) è di Vincenzo Staiano e Paola Pinchera.

UN INNO PER CAPRI

Pubblicato: 24 luglio 2014 in Mondo Jazz

UN INNO PER CAPRI

Decine le canzoni in cui si parla dell’Isola di Capri, ma nessuna che sia potuta essere data adottata come vero inno di questo luogo incantato. Paolo Fiorillo, imprenditore e appassionato musicista ha deciso quindi di comporne uno chiamando accanto a sé nientemeno che Mogol per il testo e Peppino Di Capri – chi se non lui – per scrivere insieme la musica. Ne è nata Capri Song, donata all’isola dagli autori durante il galà per il premio Biagio Agnes tenutosi alla Certosa di Capri. E’ disponibile in CD con o senza il profumo Capri Musk che lo stesso Paolo Fiorillo ha creato per l’isola che, come tutti, ama profondamente.

UN’ESTATE CON LA MUSICA 2014
A Milano è febbre da tango
Domenica 27 luglio all’Auditorium di largo Mahler prende il via Festival Tango, rassegna dedicata alla storia del ballo argentino coordinata dal Premio Oscar Luis Bacalov

A Milano scocca l’ora del Tango con Festival Tango per Un’estate con la musica 2014, la stagione estiva de laVerdi.
Vero e proprio evento nell’evento, la rassegna – lungo un percorso di nove appuntamenti dal 27 luglio al 7 settembre – disegnerà la storia di una forma d’arte da ascoltare oltre che ballare che il Premio Oscar Luis Bacalov – coordinatore artistico del festival – definisce con grande efficacia un vero e proprio “vizio”.
E sarà proprio Bacalov a dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi nel primo programma in cartellone, domenica 27 luglio (ore 18.00) all’Auditorium di Milano in largo Mahler. Sul palco anche il pianoforte di Eduardo Hubert e il bandoneón di Juanjo Mosalini: due “mostri sacri” del tango argentino e illustri esponenti della musica contemporanea sulla scena internazionale. Con loro la soprano Erika Pagan.
Intenso il programma della serata: emozioni garantite per il pubblico con Stravinskij (Tango), Bacalov (Trìplo concerto), Piazzolla (Mìlongón Festivo), Gubitsch (Suite) e Hubert (Martulango).

(Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, orari apertura: mar – dom, ore 14.30 – 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, http://www.laverdi.org, biglietti euro 15,00/12,50/9,00).

Programma
Igor Stravinskij
Tango (versione per orchestra)
L’interesse e l’attrazione di Stravinskij per il tango risalgono al 1918, alle tre Danze, Tango, Valzer e Ragtime, inserite nella Histoire du soldat. Dopo l’antico folklore “barbarico” russo, il suo percorso di appropriazione di musiche di origine popolare si estendeva al repertorio di consumo e grande successo urbano e internazionale, al servizio di una eccezionale capacità di manipolazione e nobilitazione dei suoni. Nel 1940, a Hollywood, Tango diventava una composizione per pianoforte, poi trascritta per orchestra. Una prima volta, nel 1941 da Felix Gunther, subito eseguita dall’orchestra jazz di Benny Goodman. Una seconda, nel 1953, da Stravinskj stesso, che accrebbe l’organico strumentale nella sezione dei fiati. Nella versione orchestrale rimane riconoscibilissimo il carattere pianistico di quella originale. Tango è infatti prima di tutto un magnifico esercizio e esempio di virtuosismo ritmico, esaltato da elementi tipicamente jazzistici come le sincopi, le pause e ritardi, la varietà di altezze sonore nell’emissione. Non a caso nello stesso periodo Stravinskij compose il celeberrimo Ebony Concerto per l’orchestra di Woody Herman (1945).

Luis Bacalov
Triplo concerto per bandoneón, soprano, pianoforte e orchestra Il tango è, curiosamente, un’arte molto ricca dal punto di vista dei contenuti. Dico curiosamente perché è considerato appartenere a una tipologia popolare di musica, che comunque non significa musica di seconda classe. Molti musicisti dell’area cosiddetta “colta” del Novecento hanno utilizzato o preso spunto da materiale etnico sudamericano, argentino e cubano in particolare. Montevideo e Buenos Aires sono i centri del tango, ma il repertorio etnico argentino è contadino, non urbano. Il tango è musica cittadina e ci sarebbe aspettati che fosse stato sfruttato maggiormente: invece, pochissimi fra i musicisti “colti” vi hanno fatto ricorso per utilizzarlo come spunto per composizioni sinfoniche. E questo è successo fuori dall’Argentina: penso a Stravinskij e Milhaud. Gli argentini, invece, non l’hanno mai fatto. Io ho pensato che fosse il caso di rischiare l’utilizzo del tango e delle sue radici per opere più complesse e con il Triplo ho fatto un lavoro di riscoperta delle radici del tango, ricorrendo, tra l’altro, a uno strumento popolare come il bandoneón, strumento per me insostituibile. Penso che il recupero di materiali e strumenti popolari all’interno di opere sinfoniche apporti freschezza e interesse, contribuendo a mantenere attuale la musica sinfonica. Il Triplo concerto parla di cose vere, non di astrazioni; vengono citate situazioni drammatiche, vi compare il ricordo delle madri dei desaparecidos. Incorporare la musica non in un contesto astratto, ma nella realtà della storia argentina, è stato il punto centrale della mia ispirazione. Il brano è in quattro movimenti, con una variante significativa rispetto alla tradizione, perché il terzo è una gigantesca cadenza per bandoneón e pianoforte, senza l’orchestra. La voce compare nel secondo movimento e nell’epilogo. Nel secondo tempo il testo accenna alla realtà, anche alla più terribile; nel quarto, invece, è incentrato sulla nostalgia del tempo che fu, che è l’essenza stessa del tango, una delle sue sfaccettature…È un voler dare un addio a qualcosa che non c’è più: la mia musica vuole rappresentare anche i ricordi delle generazioni più antiche, quelle della memoria, della nostalgia. Nel Concerto il clima è molte volte struggente, lirico. Non tragga in inganno il quarto movimento, che inizialmente è vivace, sembra un gioco, affidato a motivi allegri e scanzonato. Ma dopo tutto si spezza e l’epilogo è l’altra faccia della medaglia.
Il mio lavoro non vuole apportare novità di scrittura. Gli antecedenti del procedimento compositivo sono da ricercarsi in Ravel e Prokof’ev, con il tonalismo disgregato in alcuni momenti. Non pretendo di usare strutture nuove, anche se così corro il rischio di fare musica “antica”; ma lo faccio con libertà, lontano dagli estremismi di certe scuole contemporanee. Questa libertà l’ho imparata da Luciano Berio, un genio che ha saputo fare musica rompendo con le ideologie. Luis Bacalov

Astor Piazzolla
Milongón Festivo
Milongón è il tango uruguaiano tradizionale. Piazzolla ne compose questa reinterpretazione intorno al 1970. Aveva cominciato a creare uno stile moderno per il tango nel 1956, combinandolo con la musica popolare argentina, con quella classica contemporanea e con il jazz. Era il suo “Nuevo Tango”, adatto per le sale da concerto come per le piste da ballo. Apparentemente Milongón Festivo rimase inedito fino al 1990. La riscoprì tra le carte di Piazzolla il violoncellista José Bragato, suo amico e archivista. Eccettuato il lento e sensuale episodio centrale, ha un ritmo e un temperamento quasi frenetici. L’euforia che trasmette ha fatto dire che in confronto il Mambo di Leonard Bernstein in West Side Story sembra addomesticato.
Nel 2001 Milongón Festivo è stato registrato dal bandoneónista Juan José Mosalini e nel 2009 trascritto per grande orchestra dal direttore e musicologo argentino Gabriel Castagna.

Tomás Gubitsch
Suite
Chitarrista, compositore e direttore d’orchestra, Gubitsch si è formato nella tradizione musicale classica da Bach a Schönberg, affiancandovi poi le esperienze del rock e del pop, in particolare i Beatles e Frank Zappa. A 19 anni Piazzolla lo chiamò come chitarrista nella sua orchestra per il tour europeo del 1977. Ha composto e registrato molta musica per il tango contemporaneo ma anche lavori per orchestre da camera e sinfoniche.
In a tango state of mind è stata eseguito per la prima volta nel 2011 a Växjö, Svezia, da James Crabb con la Musica Vitae Chamber Orchestra. Il suo stile particolarmente brioso asseconda lo scopo di fare scoprire e apprezzare la straordinaria qualità del bandoneón, strumento spesso relegato nel repertorio popolare e confuso con la fisarmonica. Il titolo nasce da un duplice gioco ironico di rimandi. L’espressione “in uno stato psicologico di tango” si riferisce infatti alla storica canzone New York State of Mind, del grande divo rock Billy Joel: ossia il personaggio di cui poi si chiede ”Chi è questo ragazzo? Mai sentito parlare di lui…”.
Appunto l’estrosità è un carattere di Gubitsch. Autore di una composizione tratta dall’Allemande della Suite per violoncello n.3 di Bach, l’ha presentata così: “Come tutti sanno, Johann Sebastian Bach è stato molto influenzato da me. Al punto tale che nel 1719 compose (per me) la propria Suite in Re maggiore per chitarra elettrica BWV 1007. Rendendosi rapidamente conto che la chitarra elettrica non era ancora stata inventata, l’anno dopo trasformò quella Suite in un brano per violoncello BWV 1007, portandola nella trasposizione alla tonalità di Sol maggiore”. (Luis Bacalov)

Eduardo Hubert
Martulango
Martulango è un tango composto per pianoforte, bandoneón, violino e archi. Presenta un’alternanza di ritmi binari e ternari in un dialogo tra i solisti, ai quali è lasciato anche in ampio spazio per l’improvvisazione.
Fra i suoi interpreti conta grandi solisti come Martha Argerich, Néstor Marconi e Michael Guttman.

Biografie
Luis Bacalov Direttore
Nato a Buenos Aires nel 1933, comincia la sua formazione musicale a cinque anni, studiando pianoforte con Enrique Barenboim. Comincia presto l’attività concertistica in Argentina come solista, in duo con il violinista Alberto Lisy e in gruppi di musica da camera. Fa ricerche sul folklore musicale di varie nazioni sudamericane. Dagli anni ’60 si dedica in Italia e Francia anche alla musica per il cinema, collaborando fra gli altri con Lattuada, Damiani, Scola, Petri, Wertmüller, Greco, Pasolini, Fellini e Rosi. Per le musiche de Il Postino, regia di Michael Radford, ha avuto numerosi premi e nomination, fra cui il David di Donatello e il Premio Oscar, il Bafta (British Academy for Film and Television Arts), il Premio Nino Rota. Per La tregua di Rosi ha ottenuto una nomination per il David e per il Vangelo secondo Matteo di Pasolini una dalla A.M.P.A.. Ha vinto il Globo d’oro per la musica de Il Consiglio d’Egitto di Emidio Greco. Come pianista si è dedicato a partiture di Bach, Chopin, Beethoven , Stravinskij e Berio. Come direttore, accanto al repertorio
tradizionale e contemporaneo, esegue musiche di autori
latino-americani, incluse le proprie. Nel 2003 ha inaugurato la Cavea dell’Auditorium – Parco della Musica di Roma con il programma Cinema Italiano, dirigendo l’Orchestra della Accademia di Santa Cecilia. Ha interpretato al pianoforte il suo Triple Concierto per soprano, bandoneón e pianoforte con la Santa Barbara Symphony Orchestra, eseguito poi con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, con cui ha tenuto numerosi altri concerti. All’Accademia di Santa Cecilia ha suonato con Martha Argerich nei programmi dedicati ad autori latino americani. Ha composto per chitarra, violino, vari gruppi strumentali e per pianoforte e orchestra. La sua Misa Tango per soli, coro e orchestra registrata dalla DGG, direttore Myung-Whun Chung con Placido Domingo, Ana M. Martinez e Hector U. Passarella, è stata eseguita nel 1999 a Roma con l’Orchestra di Santa Cecilia. Per DGG ha registrato la rielaborazione per pianoforte e orchestra dei tanghi di Piazzolla e il suo Tangosain (nomination al Latin American Grammy Awards 2001).
Nel 2004 ha diretto il debutto della sua prima opera teatrale Estaba la Madre per l’Opera di Roma, regia di Giorgio Barberio Corsetti. Nel 2008 ha diretto per l’Accademia Musicale Chigiana la prima della sua opera-balletto y Borges cuenta que …, regia di Barberio Corsetti. L’Arena di Verona gli ha tributato un omaggio con un concerto al Teatro Filarmonico da lui stesso diretto.
Nel 2008 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha conferito il Premio Vittorio de Sica per la Cultura.
E’ docente di Composizione di musica per il cinema all’Accademia Chigiana di Siena.

Erika Pagan Soprano
Ha studiato canto presso il Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano dove si è diplomata, sotto la guida del Maestro Vittorio Terranova. Ha partecipato al Master Internazionale di perfezionamento vocale all’Accademia delle Muse di Lucca, tenuto da Katia Ricciarelli, e nello stesso anno al Master di Perfezionamento per cantanti lirici a Deutschlandsberg in Austria. È stata una delle protagoniste al Festival Barocco “Arcadia in Musica” della città di Bibbiena, nell’opera Polifemo di N. Porpora, eseguita nella prima ripresa moderna, e nell’opera Acis And Galatea di G. F. Händel oltre allo Stabat Mater di G. B. Pergolesi. Ha vestito i panni di Ismene nell’opera Mitridate di N. Porpora, al Teatro La Fenice, al Teatro Malibran di Venezia, al Festival Mozart di Rovereto e al Teatro Calderón di Valladolid in Spagna. Ha debuttato nei ruoli di Norina nel Don Pasquale, Adina ne L’Elisir d’Amore, Musetta ne La Bohème. Particolarmente apprezzate sono state le sue interpretazioni nei Carmina Burana di Orff a Nizza, nel Magnificat di Bach, nel Magnificat e nel Gloria di Vivaldi. È stata protagonista, come soprano solista, in diverse repliche del Requiem di W. A. Mozart presso la Fondazione Teatro Arena di Verona, dirette dal Maestro Marcus Bosch. Ha cantato al Teatro Carlo Felice di Genova prima e al Teatro San Carlo di Napoli poi ne La Vedova Allegra, e nuovamente al Teatro Carlo Felice di Genova nella produzione di Nabucco per la regia di Saverio Marconi e la direzione di Daniel Oren. Per il Maggio Musicale Fiorentino ha partecipato all’opera Natura Viva del compositore contemporaneo Marco Betta. Ha debuttato nel ruolo di Ciboletta in Una Notte a Venezia di Johann Strauss. Dopo aver vinto l’audizione ha partecipato ai corsi di alto perfezionamento Opera Studio presso l’Accademia di Santa Cecilia tenuti dalla Signora Renata Scotto. Ha cantato presso il Teatro dell’Opera di Roma in Il naso di D. Šostakovič, per la regia di Peter Stein e la direzione di Alejo Pèrez.

Eduardo Hubert Pianoforte
Pianista, compositore, pedagogo, si è diplomato presso il
Conservatorio Nazionale di Buenos Aires con Antonio De Raco, seguendo la scuola di Vincenzo Scaramuzza. Nel 1974, si è trasferito in Italia, perfezionandosi con Fausto Zadra, Carlo Zecchi, Guido Agosti e studiando Direzione d’orchestra con Franco Ferrara e Leonard Bernstein. Da segnalare la sua intensa collaborazione con la grande pianista Martha Argerich che, oltre a vederli impegnati in numerosi concerti in coppia, ha portato Hubert a diventare, dal 2000, coordinatore artistico del “Festival Incontro Martha Argerich” di Buenos Aires. Pianista, compositore, pedagogo, ricercatore e direttore d’orchestra, ha studiato pianoforte al Conservatorio di Buenos Aires e nella stessa città si è laureato in Ingegneria. In Italia dal 1974, ha studiato Composizione di musica elettronica al Conservatorio di S. Cecilia di Roma sotto la guida di Franco Evangelisti. Nel 2010 Martha Argerich suona all’Accademia di S. Cecilia il suo Martulango per pianoforte, bandoneón, violino e archi.
Ha conseguito la “licence de concert” e il “Prix de virtuosité” presso il Conservatorio di Losanna. Ha insegnato alla Musikhochschule di Karlsruhe, all’Università di Losanna, all’Accademia di Santa Cecilia e in vari Conservatori in Italia e all’estero. È professore di Musica da camera presso l’Istituto di Alta Cultura “L. D’Annunzio” di Pescara.

Juanjo Mosalini Bandoneón
Nato nel 1972 a Buenos Aires, Juanjo Mosalini è figlio di Juan José Mosalini, grande figura del tango argentino. Ha trascorso la sua infanzia immerso nella comunità di musicisti argentini, avendo il privilegio di ricevere i primi insegnamenti musicali da Gustavo Beytelmann e da Enzo Giecco. A sedici anni cominciò a studiare bandoneón con suo padre. Nel 1993 fu creata la classe di bandoneón al Conservatorio di Gennevilliers di cui divenne assistente di cattedra per cinque anni. Attualmente insegna al Conservatorio di
Gennevilliers.
Erede della tradizione del bandoneón, ha sviluppato tutte le sfaccettature dello strumento che, in seno agli strumenti d’insieme, perpetua la grande espressione musicale dell’Argentina. È interprete appassionato dei maggiori compositori dell’inizio del XXI secolo. Vent’anni di carriera fanno di Juanjo Mosalini una delle figure più importanti dell’avanguardia musicale dell’Argentina in Europa. In duo con il chitarrista Vicente Bögeholz, esplora l’universo dei ritmi argentini nell’odierna musica da camera. S’immerge inoltre nelle improvvisazioni e nella composizione della musica elettronica con la complicità del contrabbassista jazz Olivier Sens.
Mosalini è uno dei rari bandoneonisti internazionali che suona regolarmente come solista nelle grandi orchestre classiche: Rotterdam Philharmonic Orchestra, The Israel Symphony Orchestra Rishon Le Zion, Seoul Philharmonic Orchestra, Orchestre de Bretagne, Orchestre de Picardie, Orchestre ONPL, Camerata de Bourgogne, Orchestra de Santa Barbara, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, Orchestre Symphonique de Berne, Orchestre Symphonique de Winterthur, Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, Budapest Concert Orchestra e Orchestra della Magna Grecia.

26, 27 E 28 SETTEMBRE A FAENZA (Ravenna)
re giorni dedicati alla musica indipendente italiana
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> QUATTRO PREMI SPECIALI PER LA MUSICA INDIE IN TV, RADIO E WEB > Webnotte di Repubblica TV, Roxy Bar di Red Ronnie,
> Casa Bertallot di Alessio Bertallot e Ghiaccio Bollente di Carlo > Massarini
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> Anche quest’anno il MEI, il Meeting delle Etichette Indipendenti, > che si svolgerà nella sua ventesima edizione il 26, 27 e 28 > settembre a Faenza (Ravenna), premierà quattro progetti speciali > nati e cresciuti in tv, radio e web per il loro contributo positivo > alla diffusione della musica italiana indipendente ed emergente. >
> I quattro progetti che hanno permesso alla nuova musica di trovare > degli spazi di visibilità, e che saranno premiati da MEI in > collaborazione con Musicletter.it con i Premi Speciali “Targa MEI > Musicletter 2014”, saranno:
> – Webnotte di Repubblica TV, il programma a cura di Ernesto > Assante e Gino Castaldo, che in quest’ultimo anno ha proposto > musica di qualità dal vivo attraverso la piattaforma web e > televisiva;
> – Roxy Bar di Red Ronnie, la storica trasmissione che ha > traslocato dalla tv al web, sempre mantenendo una forte attenzione > verso la nuova scena musicale;
> – Casa Bertallot di Alessio Bertallot, il programma
> radiofonico fruibile sul web grazie al contribuito economico degli > utenti della rete, che da sempre si contraddistingue per
> l’originalità dell’offerta musicale;
> – Il programma tv di Rai5 “Ghiaccio Bollente”, a cura di > Carlo Massarini, per la straordinaria capacità di saper raccontare > in maniera coinvolgente la storia della musica di ieri e di oggi. >
> Il MEI è la più importante manifestazione rivolta alla scena > musicale indipendente italiana, dedicata quest’anno a Roberto > Freak Antoni, a cui sarà intitolata un’apposita area con live, > presentazioni di libri e mostre, curata dall’associazione We Love > Freak di Oderso Rubini.
> Come ogni anno, Faenza si trasformerà per tre giorni in una vera e > propria città della musica con live, workshop didattici, convegni e > premiazione delle migliori realtà indie italiane, richiamando più > di 30mila visitatori, 400 artisti e 200 espositori. Le adesioni > alla kermesse sono aperte fino al 21 settembre (per aderire: > mei@materialimusicali.it).
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> I temi centrali di quest’anno saranno la musica live e
> l’innovazione e le startup legate all’ambito musicale.
> Sabato 27 settembre si riunirà a Faenza l’intergruppo
> parlamentare sulla musica e si svolgerà la Notte Bianca, dove oltre > 30 spazi della città saranno inondati dalla musica, con artisti > come Tre Allegri Ragazzi Morti, Rezophonic, Zibba, Francesco > Baccini, Gang e la cantautrice calabrese Ylenia Lucisano, che > presenterà alcuni brani del suo disco d’esordio “Piccolo
> Universo”. Nella stessa giornata saranno inoltre premiate diverse > realtà live, come il Blue Note di Milano, e saranno consegnati i > premi PIMI, PIVI e la Targa Giovani con Eugenio Finardi come > testimonial.
> Domenica 28 settembre sarà dato spazio a dibattiti e convegni sul > mondo dell’innovazione e le startup legate alla musica, con ospiti > come Enrico Silvestrin, e alla premiazione di coloro che si sono > distinti per il loro impegno contro le mafie, come Luca
> Macciacchini, Alfonso Depietro ed altri, con Cultura contro le > Mafie, con ospiti Cristiano Godano e GianCarlo Onorato. La kermesse > si chiuderà con la festa dei 10 anni di Maninalto!, dando spazio ad > artisti della scena ska, hip hop e folk, come il cantautore > piacentino Daniele Ronda, che presenterà brani tratti dai suoi > dischi “Daparte in folk”, “La sirena del Po” e “La
> Rivoluzione”, e gli Ex CCCP.
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> Venerdì 26 settembre si svolgerà invece l’anteprima della
> manifestazione con la finale del MEI Superstage (iscrizioni aperte > fino al 30 luglio), con ospiti I Corvi, la prima indie band della > storia italiana, e l’evento dedicato ai 60 anni di Romagna Mia, > dove giovani artisti reinterpreteranno brani di Casadei.
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> Oltre alla musica sarà dato spazio anche all’arte, con la
> mostra “Art Vinyl” (il meglio delle copertine indie italiane) e > la mostra organizzata grazie alle opere caricate sulla piattaforma > online Piazza delle Arti, e al food and beverage, con un mercato di > prodotti a kilometri zero con birre e vini prodotti artigianalmente. >
> E’ disponibile nei negozi tradizionali e nei principali store > digitali la compilation “MEI – Un viaggio nel miglior rock > indipendente italiano, 1994-2014” (Sony Music), doppio cd con 38 > brani che hanno fatto la storia della musica indipendente italiana, > realizzata proprio in occasione del ventennale del MEI.
> Il doppio cd, curato da Renato Tanchis e Federico Guglielmi insieme > a Paolo Maiorino e Giordano Sangiorgi, raccoglie i brani di alcuni > dei più grandi artisti che hanno partecipato in questi anni al > Meeting delle Etichette Indipendenti: dai Marlene Kuntz ai > Perturbazione, dai Bluvertigo ai Baustelle, passando per Diaframma, > Tre Allegri Ragazzi Morti, Le Luci della Centrale Elettrica e molti > altri.
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> Il MEI 2.0 dei 20 anni si svolge grazie a: Regione Emilia-Romagna, > Provincia di Ravenna, Comune di Faenza, Camera di Commercio di > Ravenna, Ra 2019, Siae, Nuovo Imaie e agli sponsor BCC e Conad. Il > MEI è supportato da AudioCoop e Rete dei Festival.
> Partner: Radio Rai, Eataly, Amici della Musica, Arci, AIA, Suono > Italia, Ponti di Memoria, daSud, RA2019, Deezer.
> Media partner: QN – Il Resto del Carlino, Corriere Romagna, Radio > Popolare, Radio Bruno, La Suburbana Web Tv, Radio Tweet Italia Web > Radio, ExitWell.
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> http://www.meiweb.it
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