FUEL…Un pieno di Jazz a Padova

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28 maggio 2014 di Jazz Digest

"Il Jazz lava via la polvere della vita di ogni giorno" diceva sempre Art Blakey, uno dei più grandi batteristi della storia del jazz.

Una frase che fa venir voglia subito di provare l’esperienza lasciandosi trasportare dalle note della musica in una dimensione sensoriale libera.

FUEL è un luogo dove gli spazi sono concepiti in modo creativo.

L’impatto visivo si presenta come una moderna stazione di rifornimento di carburante, ma è anche Bar per uno snack veloce e Ristorante di prima qualità con una cucina raffinata ed originale e vini pregiati, il tutto con un servizio impeccabile.

Non nuovi nella promozione di eventi musicali di prestigio, oggi FUEL propone una rassegna musicale che partirà da fine maggio e durerà fino a novembre con appuntamenti a cadenza quindicinale.

A salire sul palco saranno musicisti di alto livello scelti dalla direzione artistica del PADOVA JAZZ FESTIVAL guidato da Gabriella Piccolo Casiraghi. Una rassegna che stimolerà sicuramente la curiosità degli appassionati, ma anche quella dei classici avventori in sosta alle pompe degli impianti FUEL, dove tra Verde, Diesel o Metano, potranno servirsi anche di “Un pieno di Jazz”.

Si parte Martedì 27 maggio con “THE ECLECTIC BAND” con DAVID BOATO alla tromba, MICHELE POLGA al sax, LELLO GNESUTTA al basso e LUCA COLUSSI alla batteria. Il gruppo presenta “ELECTRIC MILES” un omaggio al jazz elettrico e ai suoi artisti più rappresentativi. Primo fra tutti Miles Davis, musicista ricettivo, capace di accorgersi con largo anticipo delle grandi svolte socio-culturali, di assorbirne l’essenza innovativa e di esprimerla attraverso la propria musica.

“THE ECLECTIC BAND” rivisita il Sound elettrico nato alla fine degli anni 60 e, mantenendo presenti le caratteristiche fondamentali, propone una visione personalizzata, che tiene in considerazione le recenti innovazioni del jazz e della musica di contaminazione.

Il veneziano DAVID BOATO (tromba, flicorno, composizione) ha suonato a lungo negli States, negli anni Novanta, per poi tornare in Italia e collaborare con importanti formazioni come la “Keptorkestra” e il quartetto di Pietro Tonolo, e con solisti come Paolo Birro, Mauro Negri, Sandro Gibellini, Augusto Mancinelli, Marco Vaggi, Massimo Manzi, Renato Chicco, Aldo Zunino, solo per citare i più importanti. Ricordiamo anche il trio “Current Changes” con Franco D’Andrea e Naco, “L’ Orchestra del Suono Improvviso” con Lee Konitz…. Una trentina i cd incisi finora.

MICHELE POLGA, col suo sax, si distingue fra i giovani talenti del Jazz italiano per essere calato nella migliore tradizione interpretativa moderna, per l’alto livello del suo solismo e per la bontà delle sue composizioni. Aspetti, questi, che lo pongono nel novero dei musicisti che hanno studiato e maturato in profondità un proprio linguaggio e che iniziano a dispiegare il loro talento, sviluppando una personalità musicale di alto livello: impegnato nella costruzione di un proprio percorso artistico, Polga sa sempre piacevolmente stupire, anche rompendo le convenzioni strettamente jazzistiche.

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