laVERDI TORNA AL GRANDE CINEMA CON “TEMPI MODERNI” DI CHARLIE CHAPLIN

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9 maggio 2016 di Jazz Digest

laVERDI TORNA AL GRANDE CINEMA CON "TEMPI MODERNI" DI CHARLIE CHAPLIN

In occasione dell’80° anniversario di Tempi Moderni, laVerdi, diretta dallo specialista Timothy Brock, esegue in un concerto straordinario la colonna sonora del capolavoro di Charlie Chaplin, in sincrono con la proiezione del film su grande schermo.

Doppio appuntamento giovedì 12 (ore 20.30) e domenica 15 maggio (ore 16.00), all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo.

Nel 1999, la Fondazione Chaplin chiese a Brock di restaurare la partitura originale per Tempi Moderni: da quel momento è iniziata una proficua collaborazione tra la famiglia Chaplin e la Cineteca Nazionale di Bologna, che ha portato al restauro delle musiche originali di tutti i grandi capolavori di Charlie Chaplin, che Brock ha eseguito praticamente in tutto il mondo.

In Tempi Moderni c’è una parte per xilofono assolutamente incredibile e complicatissima da eseguire, e all’epoca fu suonata da quello che era il più grande suonatore di questo strumento…[ride]. Il mio insegnante di composizione e orchestrazione fu David Raksin e lui mi ha aiutato a ricostruire la partitura di Tempi Moderni, alla quale lavorò originariamente insieme a Chaplin”. Questo un estratto della lunga intervista al direttore d’orchestra e compositore Timothy Brock, pubblicata nella ex rivista cartacea Colonne Sonore (numero 2 – Settembre/Ottobre 2003), in cui si denota la grande passione e reverenza di questo Maestro nei confronti di un Genio come Charles Chaplin e della sua score per il film capolavoro del 1936 Tempi moderni. Partitura magistrale, innovativa, evocativa e profondamente romantica, con uno dei temi d’amore più struggenti e nostalgici della storia della Settima e Ottava Arte, il leitmotiv noto con il titolo di “Smile”. Chaplin scrisse una colonna sonora monumentale, clownesca, valzeristica, accorata, della durata di 83 minuti, che venne registrata in quattro ore negli studi di registrazione della Fox (un’enormità di tempo per gli standard da studio dell’epoca) da un’orchestra di 64 elementi, sotto la direzione del compositore nove volte Premio Oscar Alfred Newman, arrangiata da Edward Powell e il succitato e allora giovanissimo David Raksin, i quali con il loro supporto e supervisione fecero in modo che la partitura di Tempi moderni sia ancora oggi, tra quelle composte dal celebre Vagabondo dell’era del Muto, la più amata e ricordata.

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